8619
il racconto lo improntò sulla negazione di quanto fatto, condendo i particolari con superficiale menzione. al suo posto avrei detto di più ma io (lei) sono io e il suo posto è suo. così mi aiutò a mettere le cose nei cartoni che non bastavano ma ci pigiavo gli oggetti dentro che non avrei potuto né voluto ritornare. disse che ci si accorge dopo di essersi difesi a oltranza e di aver sfondato il fronte nemico già a priori sapendolo indifeso. non scrissi niente sui cartoni. andai a memoria nel momento di riaprirli.
8618
di quello (non) scordare il nome.
8617
piove che dio non la comanda né la manda a dire. piove più intensamente di quanto previsto nei tempi migliori. piove per smettere di ardere e di combattere che tanto siamo tutti più o meno diversi.
8616
alle nove aveva smesso di respirare, intuendo l'ora senza guardare la posizione delle lancette. fossi stato un pesce, pensava, mi avrebbero otturato le branchie e sarei rimasto perplesso, afono, languendo posato sul fondo. ma aveva smesso di respirare deliberatamente, come per sgarbo a chi ancora lo tratteneva, consapevole del suo volersene andare. aveva fermato il corpo, tutto. aveva anche assunto quel pallore tipico, quello lì, esatto. e poco prima di cessare il suo respiro aveva pensato alla panchina sulla quale per (troppo) poco tempo aveva sostato bilanciando la sua vita tra gli alti troppo alti e i bassi troppo bassi, incapace di prendere una (vera) decisione, fluttuando nell'irresolutezza. poi aveva chiuso gli occhi che quello era il momento di andarsene. non avrebbe reclamato nulla del non avuto. sarebbe andata bene comunque, a posteriori, avendo potuto o voluto ripensarci.
8615
la risposta non era pronta né ti aspettava in fondo al crepaccio. ma lei la sapeva lunga, non pensi? con quel (suo) fingere di conoscere ogni aspetto di quella cosa per poi ricattarti emotivamente. e i suoi non eran solo discorsi fatti sulla neve.
8614
civico 177.
ripercorrere.
su per la gola.
8613
la strada dietro i rom.
piumini bianchi.
le ostinazioni.
è uscito il mio nuovo romanzo, si chiama "Vertoiba 5" ed è il testo a me più caro, tra i tre sinora pubblicati. "Vertoiba 5" è nato grazie alla fiducia di un importante editore, Zona, e di Luigi Bernardi che hanno preso per mano me e la mia scrittura. qui i dettagli:
http://www.editricezona.it/vertoiba5.htm
www.editricezona.it/librerie.htm
8612
divertirsi.
sopraffarti.
star(si) a guardare.
8611
avevi (stra)detto che il peggio era passato, convinto di convincerci a tua volta. convincerci un corno perché ancora non avevi saggiato l'amara sagacia dei (nostri) pensieri disperati, tipo quella di cose mai viste e sentite prima in vita (tua) da non riascoltare. con piedi pudichi e il piccolo dito in bocca lei si avvicinava, con la ciocca a coprirle la fronte alta, come quella di suo padre, identica direi. aveva i denti da latte e il (nostro) cane che la seguiva da (molto) vicino.
8610
si fece piccola che già era angusta. aveva sonno e neanche voglia di parole. sai gli inviti? quelli che avrebbe desiderato sino all'altro ieri, ecco quelli arrivarono ma lei li respinse che ormai nulla faceva più testo. aveva i movimenti interni di petto quelli che nascono come singhiozzoni da bambini che arriva poi qualcuno e ti asciuga gli occhi e ti spupazza un poco sbattendo via la nostalgia.
8609
non serve che copri.
8608
le case dei bambini (allora) erano troppo grandi, elaborate, colorate contro la mia, scevra di molto. allora non ci andavo, barricandomi in gommosi rifiuti.
8607
i (suoi) passi io li conoscevo.
8606
mestruo a lavar via violenze antiche.
il non scordar(ti).
le corde (vocali) a reclamar(ti).
8605
i fiori che profumano troppo.
le pagine di (in)degna nota.
c'è qualcosa di rassicurante e devastante in tutto questo.
8604
che poi è tutto molto più banale.
l'acqua d'occhi asciugata ad aria,
(sei) un sistema che continuamente (si) ricalibra.
8603
e cominciò a chiamarla miserabile quella città dove ogni tanto tornava (arrendevole).
8602
che poi si concluse col passare di qualcosa(ltro).
8601
chiuse il cassetto da dove veniva lei.
8600
e come infine quando, piccola, mi toglievo l'oro addosso e lo lasciavo per terra, dovunque.
8599
e come ancora quando ti sporchi e non hai altro vestito buono.
8598
o ancora come quando i tafferugli da parole non vogliono fermarsi e ti strattonano fino alla fine della strada per darti la spinta finale e finirti in malo modo.
8597
o come quando spengi luce che la testa o una parte, forse quella troppo piena di ricordi e suggestioni represse, pulsa così tanto come se volesse esplodere.
8596
come quando sei stanco che le mani ti afferrino come pinze.

8595
proliferare.
lo spinario.
scorrimenti su verde.
(non) (ri)pensarci.
baci ambidestri.
torture zuccherine.
braccia (intorno).
8594
c'era troppo carne al fuoco o troppe dita di pianisti. immancabilmente il campanile di B. batteva sempre gli stessi rintocchi. il vociferare andava scemando e la donna, quella scura, scendeva portando in braccio il (tuo) piccolo, che già dormiva.
8593
non hai (che) da conquistare (nessuno), prima che (si) cada o che funga da emissario.
8592
che ritornava (sempre) alle mie (vecchie) case.
8591
quando (ancora) non pensavo che (poi) da donna avrei dovuto adornarmi.
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